CONFINATI A CASA DA SOLO O NO, CHE STRESS!

Giornate interminabili, in solitudine o in convivenza forzata. Un fenomeno di natura inedita soprattutto di durata incerta… e probabilmente ancora lunga.
Tutto questo non causa solo problemi pratici, ma anche un forte stress. Non c’è dubbio che la nostra capacità a gestirne le conseguenze logistiche ma anche psicologiche quotidiane sono messe a dura prova.

Ne sa qualcosa T.Mc Guire, psichiatra della NASA, che negli 90, gestiva l’assunzione e la preparazione degli astronauti chiamati ad essere isolati con pochi altri nello spazio ristretto delle navi spaziali.

Da suoi studi è uscito un chiaro profilo: ad ognuno di noi corrisponde un contesto preferito.  C’è chi preferisce lavorare da solo (il 10% della popolazione), in one to one (35%), in piccoli gruppi (il 25%) o in un gruppo grande (il 30%).

Allora certo, lo smart working non è per tutti, sempre.  Per qualcuno può essere un diversivo da prendere a piccole dosi, altrimenti la motivazione e il morale possono andare a peggiorare col passare del tempo.

Come si fa a scoprire se sei adatto alla modalità da solo alla scrivania a casa?

Rispondendo a qualche domanda semplice:

    1. Qual è il tuo livello di energia, di benessere quando ti alzi?
    2. Come cambia il tuo livello di energia con il passare della giornata?
    3. Se diminuisce, per quale motivo?
    4. Se cresce, per quale motivo?
    5. Cosa ti manca di più nel lavorare a casa da solo?

Scopri di più sul metodo per capire la tua Struttura di Personalità e come reagire allo stress ⤵️

Sono a casa, ma non in solitudine… confinato con partner e anche figli, aiutooooo!!

Adorate la vostra famiglia, anche io, ma come dice mio papà, felicemente sposato da 73 anni: uno dei segreti della felicità di coppia, è non fare per forza tutto insieme
Argh, che fare per non fare alzare il tasso dei divorzi a fine confinamento? 
Rispettare i bisogni degli altri.

COME SI FA A SODDISFARE I BISOGNI DI CIASCUNO/TUTTI?

Kahler, psicologo clinico, collaboratore di T.Mc Guire ci da delle indicazioni importanti.

Ai grandi consiglia di conoscere bene i propri bisogni psicologici per soddisfarli ed essere in grado di fronteggiare ogni situazione fuori dalla propria zona di comfort con ottimismo.  Utile l’autoconsapevolezza acquisita attraverso un questionario di tipo Process Communication: “Non sai ciò che non sai”.  

Ai piccoli, piccini, consiglia ai genitori di ascoltarli, percepire a accogliere i loro bisogni e stabilire delle regole di interazione, dei momenti insieme e da soli sia per gioco che per lavoro, condivisi con amore e benevolenza.

Utile la lettura del libro di Th. Gordon “come insegnare l’autodisciplina ai bambini?”, comprato quando mia figlia aveva 4 anni.  Non so cosa avrei fatto senza! Ma sapevo di non sapere… e di voler capire e migliorare le nostre relazioni. Capiamoci, la vita era bellissima ma inquinata da piccoli dettagli e insofferenze da entrambi le parti.  Da adulto, dovevo cambiare io il mio atteggiamento. E ha funzionato.

Kahler e Th. Gordon ci dicono entrambi che i genitori devono osservare, ascoltare e tradurre ciò che vedono e che sentono, per aiutare i figli a crescere responsabili e autonomi.

Allora se vuoi disporre di più armi per vivere al meglio questa situazione di confinamento, da un punto di vista personale e professionale, ti puoi affidare agli strumenti costruiti da T. Mc Guire e T. Kahler e seguirci per scoprire quali sono i tuoi probabili bisogni da soddisfare quotidianamente per avere l’energia per essere produttivi oppure per interagire costruttivamente con i tuoi cari familiari.

Come primo esercizio ti propongo di scegliere fra questi 6 associazioni di punti di forza quello che ti rappresenta meglio. Mica facile sceglierne una sola, lo so 🙂

    1. Responsabile, organizzato, logico
    2. Dedito, osservatore, coscienzioso
    3. Calmo, riflessivo, immaginativo
    4. Compassionevole, sensibile, caloroso
    5. Ludico, creativo, spontaneo
    6. Carismatico, persuasivo, adattabile

Se la tua scelta si è fermata sui punti 1, 2 o 3, lavorare da solo, in one to one online è una situazione in cui sei a tuo agio e non è un elemento stressante, anzi, lo puoi trovare efficace e motivante soprattutto se riesci a gestire le priorità e le scadenze d’accordo con gli altri.  

Se la tua scelta si è fermata sui punti 4 o 5,  lavorare da solo pu essere difficile, frustrante, demotivante.  Ritrovarti da solo per la pausa caffè non è per te! Senti la mancanza del gruppo, dei contatti e delle interazioni con gli altri.  

Se la tua scelta si è fermata sul punto 6, il confinamento, lo spazio limitato puo essere frustrante  e demotivante, come lo è la routine. L’obiettivo sfidante ti aiuta a rimanere motivato, ma fino ad un certo punto.

Questo è solo un piccolo esempio di come il metodo Process Communication Model possa farti scoprire di più di te stesso e delle persone che hai affianco e di come gestirle in eventuali momenti di stress. Siamo tutti diversi! 

Ma non è finita qui… leggi sotto, c’è qualcosa di più ⤵️

VUOI SAPERE DI PIU’ E SCOPRIRE IL METODO?

Se vuoi scoprire di più sulla Struttura di Personalità, sui bisogni psicologici e come gestire lo stress tuo e di chi ti sta intorno, Coach 2 Market ha deciso di regalarti un modulo introduttivo sul Process Communication model: puoi trovare al suo interno molte cose, tra cui:

  1. Come ognuno di noi ha accesso a 18 differenti punti di forza 
  2. Quali sono i vari punti di forza e come riconoscerli
  3. Come funziona l”ascensore” che ci porta a fare più o meno fatica per utilizzare certi nostri punti di forza
  4. Come e perché ognuno di noi si trova al suo aggio in situazioni assai diverse.

e molto altro…

Qui sotto troverai un introduzione al tema, per vedere l’approfondimento in forma totalmente gratuita ti basterà cliccare sul pulsante sotto il video e ricevere il video comodamente in mail.

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